High As Hope: Benvenuti nel mondo segreto di Florence

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Facciamo un gioco. Chiudete gli occhi e immaginate di essere da qualsiasi altra parte del  mondo, lontana anni luce dal “tram tram” quotidiano. Niente sveglia, niente traffico, niente smartphone, pc o tablet con social network annessi, insomma isolatevi dal mondo e immergetevi in una nuova realtà, la vostra realtà. Perché il nuovo album di Florence + the Machine serve proprio a questo, a trasportare chi lo ascolta in una dimensione inedita, intima, quasi spirituale.

Come ogni nuovo album la nostra Florence ci ha abituati a colpi di scena; ogni volta è un ripartire da zero con una nuova voglia di sorprendersi e di sorprendere. Avete presente uno dei primi loro grandi successi, You’ve got the love? Bene, potete dimenticarlo perché questo quarto disco di inediti, “High as Hope“, nulla ha a che vedere con quel mondo lì. Un disco molto più “Florence” e molto meno “The Machine”, dominato da un mix di pennellate al piano e cori che sembrano quasi angelici, a fare da sfondo ad una voce sempre potente che si conferma tra le più interessanti del panorama femminile attuale.

E’ arrivato il momento in cui Florence ha deciso di dare ciò che di più intimo e segreto ha, e l’atmosfera è già palese con il singolo di lancio ‘Hunger’, forse l’unica canzone davvero energica di tutto l’album, quasi a fare da collante con il passato e preparare il suo pubblico a qualcosa di diverso. Da questo momento in poi tutto assume una veste ‘innocente’, c’è molto di sé, dalla sua infanzia in collegio con ‘South London Forever’, al rapporto non sempre facile avuto con la sorella in ‘Patricia’. C’è anche uno spazio per la religione con ‘Big God’ (forse uno dei picchi più alti dell’album) e ‘No Choir’ che chiude l’album e restituisce una delicatezza non da tutti. Altri brani interessanti ‘Sky Full of Song’ , ‘Grace’ e ‘The end of Love’ quasi a sfogare il suo senso di smarrimento.

Che la carriera di Florence avrebbe preso una piega del genere c’era da aspettarselo, magari già qualche anno fa quando dopo una breve collaborazione con Calvin Harris, quest’ultimo si propone di farle da produttore e lei rispose: ‘No thanks’.  Ora è interessante capire se tornerà con il suo spirito aggressivo di sempre(quello che più ci piace) oppure manterrà questo stile-Adele. In ogni caso High as Hope rimane un bel regalo che Florence ha voluto fare a noi che la apprezziamo dall’inizio, e non è un caso che all’uscita del disco ha dichiarato:

Negli ultimi dieci anni ho avuto l’onore di vedervi cantare, ballare e abbracciarvi in tutti i concerti. Così pieni di amore. Ha significato tutto per me, mi ha dato speranza. Ora in cambio vi offro questo.”

 

Ivan Cecere

Ivan Cecere

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