La tua musica non si adatta ai generi musicali del momento? Probabilmente sei un artista

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Ti è mai capitato di scrivere canzoni per nulla in linea con le correnti musicali degli ultimi anni? O magari brani che non sembrano adattarsi al resto del tuo repertorio? Forse scrivi canzoni rock, ma ogni tanto ti scappa quel riffetto metal o quella melodia pop. Magari ti sei ritrovato autore di un brano folk e non sai nemmeno da dove sia venuto fuori. O forse hai scritto una canzone senza pensarci troppo, period. Son cose che accadono, anche ai più grandi, e non c’è da preoccuparsi. Durante ogni percorso artistico, soprattutto quando non si cerca di comunicare alle masse ma si fa musica per sé stessi, esistono dei momenti in cui è necessario fermarsi e riflettere su quello che si sta facendo. Siamo pronti a costruire qualcosa da condividere con tutti o siamo ancora alla ricerca della nostra identità?

Spesso i nostri ascolti, soprattutto se frequenti e particolarmente stimolanti, tendono a condizionarci a tal punto da indurci a scrivere nuovo materiale seguendo un determinato stile. Anche i concerti giocano lo stesso scherzo. Chi, dopo aver assistito al concerto della vita, non ha mai sognato a occhi aperti di essere su quel palco a suonare quegli stessi pezzi e ha poi portato con sé quel pensiero in sala prove stravolgendo il sound della sua band? Se negate, state mentendo. Piccolo beneficio del dubbio: se davvero non vi è mai capitato, probabilmente i concerti a cui avete assistito non hanno lasciato il segno.

In certi casi si è quasi esposti al rischio di ingoiare, come fossero gli ingredienti di un frappè, tecniche e influenze che, se non incanalate per tirare fuori dal sacco qualcosa di innovativo, rischiano di diventare fonte di confusione. Tuttavia, quando hai un’esperienza emotivamente intensa e ti senti ispirato per la scrittura, capita che le creazioni risultino magari non commerciali, ma comunque significative e – oserei dire – di pregio.

Da qui il grande quesito: che ci facciamo con queste canzoni che non sono né commerciali, né propriamente nel nostro stile?

Scrivi comunque il brano

Prima di tutto, se il dubbio ti assale mentre sei a metà canzone e sei preoccupato perché la canzone non si sta rivelando come il resto dei tuoi brani o si sta allontanando dalle aspettative della fanbase che vuoi raggiungere, non fermarti. Si crea sempre per un motivo. Se lo stai facendo, vuol dire che l’ispirazione per quel brano arriva comunque da qualche parte, non devi ignorarla. Non bisogna pensare di dover produrre materiale sempre e solo in vista di una pubblicazione, di un nuovo disco  e della relativa promozione. A volte si tratta solo di buttare fuori sensazioni, a volte lo si fa solo per  il piacere viscerale di scrivere una canzone. Un repertorio che si allarga non guasta mai. Sembrerà banale, ma più scrivi e meglio è!

Se hai l’abitudine di concludere le canzoni che abbozzi, avrai più probabilità di finire la prossima e l’altra ancora. Le canzoni che scriviamo quando ci sentiamo liberi da generi e vincoli vari possono essere autentiche e crude in un modo di cui si sente sempre più la mancanza nel mercato musicale. Come esperimento e test delle tue capacità di produzione, prova ad arrangiare la canzone in generi diversi. La cosa interessante della musica commerciale – e della musica cantautorale in generale – è che le canzoni possono spesso adattarsi a generi diversi. Sta proprio all’artista scegliere come interpretarle. Una volta che il pezzo è scritto, sarà sempre l’interpretazione a giocare il ruolo più importante per la resa al pubblico. Quando inizi a cantare una canzone, edita o inedita che sia, ti trasformi in un performer che interpreta, ovvero reinventa con l’esecuzione, il brano in questione ed è auspicabile che tu ti comporti come tale, cercando di astrarre in parte dalle conoscenze tecniche e assecondando le good vibes provate al primo ascolto o in fase di scrittura. No pressure at all. Non ci sono processi meccanici e scientifici che tengano. In questa fase, lo spirito creativo deve guidarti a suonare ciò che vuoi e a “seguire lo spartito” come meglio credi. Come dice il buon vecchio Catone, Rem tene, padroneggia quindi le conoscenze pregresse, le metodologie più utili, ma – aggiungerei – non esitare a tenerle da parte in un primo momento. Solo quando avrai finito di sfogare la tua vena da performer, dovrai pensare a cosa vuoi fare con ciò che hai per le mani. È il caso di pubblicare o di chiudere nel cassetto?

Cosa fare con le canzoni che proprio non si adattano

Se pensi di aver scritto una canzone che ti piace, ma non funziona, non si adatta all’album su cui stai lavorando, o non ha un posto nel tuo live show, non devi disperare. Qual è l’accordo giusto che può risolvere il problema? Quale linea melodica può migliorare la resa del brano? Scarto o non scarto la canzone? Ecco alcune opzioni:

Avvia un progetto solista o un side-project

Molti artisti scrivono canzoni che non si adattano al mood del loro progetto principale. Ecco perché avviano progetti paralleli e progetti solisti. Una mossa intelligente è curare tutte le tue linee d’azione in modo tale che i vari side project siano in qualche modo collegati e coesi tra loro, coerenti insomma con la figura artistica che ti stai costruendo. Inoltre, avviare un progetto parallelo può aiutarti a promuovere quello principale in sede di pubblicazione e live show. Come fare? Basta rilasciare un gruppo di canzoni con un nuovo nome o semplicemente pubblicare singoli una tantum. Rapper, produttori e artisti hip-hop lo fanno sempre. Si può imparare molto da loro  anche se li si considera lontani dal proprio orizzonte creativo.

Pubblica un EP o una raccolta di singoli

In alternativa, puoi raccogliere tutte le tue canzoni “disadattate” e rilasciarle come un’unica pubblicazione, comunicando con chiarezza al pubblico di che tipo di inediti si tratta. Se, tra l’altro, tutte le tue canzoni fuori dal coro dovessero avere un concept e un groove assimilabili, potresti avere una concreta chance di rendere i tuoi fan felici e interessati. Se riuscirai quindi a trarre da tutte le tue canzoni out of the blue il meglio, ti ritroverai per le mani un album, non solo eccezionalmente eclettico, ma anche costruito su pezzi che significano qualcosa per te e che avrai voglia perciò di portare in giro dal vivo.

Lavora con un produttore

D’altra parte, se ci si arena su un tipo di brani che semplicemente non vogliono stare insieme e si ostinano a cozzare con tutto e tutti, potrebbe essere saggio introdurre un’altra mente creativa. Avere un produttore o un collaboratore di fiducia, col quale senti di lavorare bene, può portare la tua musica al livello successivo. Per iniziare, un buon produttore è un filtro per le tue idee. Egli può aiutarti a comprendere al meglio la tua visione creativa e a focalizzarti sulla sua realizzazione. Alcune canzoni richiedono un po’ più di “mano” di altre, ma un partner fidato che può darti delle conferme è fondamentale. Il consiglio è  appunto quello di lavorare con dei partner creativi vicini, che conosci personalmente e professionalmente. Cerca di evitare personaggi esterni che potrebbero avere solo interesse a trarre del profitto dal tuo lavoro, senza curarsi troppo del tuo bene e di quello della produzione. L’alternativa è sempre quella di rivolgerti a dei professionisti blasonati che possono concretamente e indubbiamente fornirti un valore aggiunto. Money Alert: c’è da spendere del considerevole “grano”. A volte è sufficiente che il sound engineer e il fonico presenti in sala – ci auguriamo all’altezza della situazione – ti dicano che una performance è stata abbastanza buona, per evitare giri di testa e pupille a forma di dollaro.

In definitiva, scrivi per scrivere. Il tuo principale lavoro di artista consiste nel creare e interpretare il tuo lavoro, quindi è quello che devi fare a prescindere. Se crei qualcosa che non rientra in un genere commerciale, stai ancora facendo il tuo lavoro e alla fine ringrazierai te stesso per aver dato a ogni canzone una possibilità.

Ricorda solo una cosa. È vero che non è strettamente necessario che la tua musica giunga alle orecchie delle masse per avere successo o per farti stare in pace con te stesso. Come è anche cerco che la vanità e la sete di affermazione sono motivazioni debolucce per fare musica.  Ma è altrettanto vero che tutto quello che fai e produci deve avere uno scopo. È rispettabile anche solo farlo per te stesso, perché ti rende libero e ti apre la mente. Se ti poni un fine, ma mai vincoli, saprai sicuramente indirizzare più efficacemente il tuo impegno e la tua passione, saprai trarre il meglio dalle tue creazioni e, a partire da oggi, o Maybe Tomorrow sarai un artista più consapevole e, in fondo, migliorato.

 

Simone D'Andria

Simone D'Andria

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