“Voi non siete sostenibili”. La visione dei Muse è diventata realtà

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Una giacca nera a copertura di una camicia fucsia abbottonata fino al collo e uno sguardo distaccato. La conduttrice del telegiornale si presenta così. Al suo fianco, un televisore acceso cerca di sintetizzare, attraverso fotogrammi sequenziati in maniera sommaria, cosa sta rendendo, da un punto di vista economico e del sostentamento energetico, non sostenibile la sopravvivenza dell’uomo sulla Terra.

Una visione non certamente originale quella illustrata nel videoclip musicale di The 2nd Law: Unsustainable dei Muse, singolo estratto da The 2nd Law (sesto album della band pubblicato nel 2012), ma dalla sicura e garantita proiezione in un presente che si sta materializzando esattamente come ipotizzato dal trio inglese.

Una visione interrotta bruscamente da un robot con un monitor al posto della testa, quasi demonizzato, che irrompe nel videoclip, rappresentando la non sostenibilità umana, su una dubstep fortemente ispirata a Skrillex, quasi a sancire l’avvento della macchina come sostituto dell’uomo in ottica di “risorsa”: infinita, instancabile e perennemente ricaricabile.

L’uomo, inteso come risorsa, nel mondo virtuale del videoclip corre forsennatamente tra gli alberi, mentre nel mondo reale viene spogliato delle sue foglie alla stregua del disboscamento innaturale che interessa buona parte del pianeta, poiché nelle macro politiche di aziende (sempre meno) nazionali e (sempre più) multinazionali, il rispetto della sostenibilità umana cammina di pari passo (un passo insostenibile) con quello riguardante la sostenibilità ambientale, col ricatto sempre in voga dello spettro della crisi globale.

La macchina, intesa come sistema, favorisce processi incontrollabili che sfociano e si poggiano ovunque, nelle nostre vene, nei nostri polmoni e perfino sui piatti della nostra cucina. Ecco che l’insostenibilità si fa alimentare, in barba agli oltre quindici miliardi di euro di valore del cibo sprecato ogni anno (e che a sua volta sfocia in una produzione di emissioni spropositate di CO2), in risposta ai quali la prima missione che ci verrà assegnata per guadagnare la medaglia al senso civico sarà quella della “spesa intelligente”.

Si potrebbe continuare a parlarne per ore ma la durata del brano è inferiore ai quattro minuti; la seconda legge, o meglio, l’alternativa alla legge disegnata dai Muse sembra essere chiara così come è ripetuta dal robot negli ultimi secondi del brano: “voi non siete sostenibili”

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Giancarlo Caracciolo

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