Dalle famiglie reali ai migranti: Noel Gallagher oltre la presunzione

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Noel Gallagher non ha bisogno di presentazioni. Le sue hit hanno segnato più di una generazione. Ma il chitarrista britannico è anche celebre per una serie di scivoloni di stile, oltre che per l’intramontabile rapporto conflittuale col fratello Liam. Per quanto concerne la composizione artistica, però, l’ormai cinquantenne cantautore di Manchester ha sempre sfoggiato la sua vena creativa con sensibilità e delicatezza.

 

Durante il cuore degli anni novanta, l’Inghilterra ha vissuto una forte evoluzione dal punto di vista sociale e liberale, con un’ accelerata sulle politiche di parità, sicurezza, sanità e una generale sterzata verso il progressismo. Si pensi ad esempio alle politiche di apertura verso i “nemici” irlandesi da parte dell’allora Primo Ministro inglese John Major, successore alla più rigida Thatcher.

Il brano del 1995 Don’t Look Back In Anger, probabilmente la composizione più famosa tra quelle scritte ed interpretate da Gallagher, figlio di una coppia di irlandesi, recita con piglio sereno il superamento di uno stato di rabbia. Si trattava in fondo della sua apertura a un futuro da vivere in chiave propositiva:

 

“Così comincio una rivoluzione dal mio letto” […]

“E così Sally può aspettare

sa che è troppo tardi mentre noi andiamo avanti

la sua anima scivola via

ma non guardare al passato con rabbia

ti ho sentito dire”

 

La fine dello scorso millennio è stato però anche un momento di nuove forti tensioni per la Gran Bretagna, mai effettivamente ripresasi dallo shock della morte della principessa del Galles, Diana Frances Spencer, candidata ad entrare nei palazzi e nei cuori degli inglesi. Ricordiamo tutti come la sua vita venne stroncata in un controverso incidente stradale alle porte di Parigi il 31 Agosto 1997. La morte della principessa è ancora oggi oggetto di dibattito, con alcune teorie cospirazioniste ancora in auge che puntano il dito personalità vicine alla famiglia reale inglese.

 

Il primo album postumo alla morte di “Lady D” pubblicato dagli Oasis fu Standing on the Shoulder of Giants che, alle porte del duemila, balza nelle classifiche essenzialmente per merito di un brano, Go Let It Out, scritto da Noel Gallagher ma cantato e interpretato dal fratello Liam.

Il brano contiene un palese attacco al classismo di natura monarchica ed è senza dubbio la hit con la più alta caratterizzazione politica dell’intera carriera della band.

 

“Ti meraviglia che principi e re

sono solo pagliacci che saltellano nei loro cerchi sporchi di segatura?

E la gente comune come te e me

siamo noi i guardiani del loro destino

siamo noi i guardiani del loro destino”

 

Gli Oasis si sono sciolti nel 2009 è negli ultimi dieci anni i fratelli Gallagher hanno dato vita a diversi progetti, Noel Gallagher è dal 2011 a capo dei Noel Gallagher’s High Flying Birds.

Con gli stessi ha pubblicato, ad oggi, tre album e un EP. Tra i brani più riusciti di questa sua seconda giovinezza, vi è sicuramente Dead In The Water, (morto nell’acqua), bonus track facente parte dell’album Who Built The Moon? del 2017. Nonostante non sia parte dell’edizione standard del disco, il brano è stato accompagnato da un videoclip (un lyrics video), è stato estratto come singolo e tutt’ora è tra i nuovi brani più suonati dal vivo da “The Chief”, segno di come Noel abbia, nei confronti dello stesso, un’attenzione particolare.

Una parte del testo recita:

“Ti porterò fuori quando avrò dei soldi

sto cercando di tornare alla terra promessa

Quindi non andare via amore

non ci sarà mai niente abbastanza forte da farmi schiantare su quel vetro rotto

lascia che la tempesta infuri, morirei tra le onde

ma non riposerò mentre l’amore giace morto nell’acqua

Morto nell’acqua

Nell’acqua

Morto nell’acqua”

 

Senza l’ausilio di troppa fantasia ciò che risalta all’occhio è il riferimento ideale alle decine di migliaia di migranti che negli ultimi anni stanno tentando di raggiungere via mare le coste del mondo occidentale alla ricerca di una seconda possibilità. Noel Gallagher non si è mai dichiarato un musicista “impegnato” politicamente o sociologicamente, anzi. Coincidenze allora? O forse è inevitabile che la poetica di un artista dimostratosi sempre ispiratissimo tocchi a più riprese ciò che la gente ha bisogno di sentirsi dire. Che sia incanto o semplice suggestione, per le parole di Noel Gallagher non si può che parlare di magia. Tutto il resto è risse, alcool e rock’n’roll.

Giancarlo Caracciolo

Giancarlo Caracciolo

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